La filosofia del Taekwon-Do

“Talmente forti da muovere montagne”

Attualmente la tendenza dove “il più forte supera al più debole” sembra essere arrivata al punto culminante. La società odierna la si può paragonare molto a un’era di corruzione, è evidente che tutto questo non sia dovuto solamente alla lotta per sopravvivere, ma soprattutto e in gran parte allo sviluppo di una civilizzazione materiale e scientifica, che porta la gioventù verso il materialismo estremo o verso l’egoismo, ma nello stesso tempo crea un ruolo essenziale per il benessere pubblico. Dove sta il rimedio? Il rimedio consiste nello sviluppo di una civilizzazione morale, dentro nella quale si sviluppino gli stati mentali degli esseri umani nel modo giusto, come signori della creazione, in modo sufficiente per prevalere o almeno andare alla pari dello sviluppo della civilizzazione materiale e scientifica. L’obbiettivo primordiale del Taekwon-Do è eliminare la lotta sminuendo l’oppressione del più forte verso il più debole, con una forza che deve essere fondata nell’umiltà, la giustizia, la saggezza, la morale e la fede permettendo in questo modo di costruire un mondo migliore e più pacifico.

I seguenti principi devono essere osservati da tutti gli allievi seri di quest’arte marziale del Taekwon-Do:

  • Avere la volontà di progredire qualsiasi siano le difficoltà incontrate.
  • Essere gentile con i deboli e duro con i forti.
  • Accontentarsi della posizione economica, ma non credere mai che sia al limite lo sviluppo della destrezza.
  • Portare sempre a termine ciò che si è iniziato, grande o piccolo che sia.
  • Essere il maestro a disposizione di tutti, senza tenere conto della religione, della razza o delle ideologie degli allievi.
  • Non cedere mai alle oppressioni o alle minacce quando si sta perseguendo una nobile causa.
  • Insegnare l’attitudine e l’abilità, con atti e non con parole.
  • Essere sempre se stesso in qualunque circostanza.
  • Essere l’eterno maestro, che insegna con il corpo quando è giovane, con le parole quando è vecchio e con i principi morali quando è morto.
  • Dovrà cercare di essere d’esempio verso gli altri allievi di grado minore.
  • Dimostrerà sempre lealtà verso l’istruttore, il Taekwon-Do e verso i metodi d’insegnamento.
  • Dovrà allenare con dedizione ognuna delle tecniche nuove imparate.
  • Si comporterà correttamente fuori dal Do Jang rappresentando l’istruttore e l’arte marziale.
  • Se un allievo utilizza una tecnica appresa in un altro luogo e l’istruttore la disapprova, dovrà scartarla immediatamente o allenarla nel posto dove l’ha imparata.
  • Non essere irrispettoso. In caso di disaccordo con l’istruttore, dovrà affrontare la questione fuori dalla lezione.
  • Dimostrerà costantemente entusiasmo verso l’apprendimento e le domande.
  • Non farà mai un atto di tradimento. Sarà sempre dalla parte della verità.

PROTOCOLLO (YE JOLI)

Lo studente deve osservare un alto grado di rispetto sia dentro che fuori il Do Jang. Questa regola deve essere applicata dagli studenti di basso grado verso quelli di grado più alto durante l’allenamento e dagli studenti di alto grado verso gli studenti più adulti fuori dal Do Jang e verso tutti gli studenti quando si fa visita ad un’altra palestra. In tutti i casi bisogna insistere sul modo corretto di salutare, ciò rappresenta un modo rispettoso e cortese nella nostra società e in quelle orientali. Viene considerata come una mancanza di giudizio se una cintura nera sminuisce un principiante cintura bianca ma superiore in età e posizione sociale.
Gli studenti che fanno visita ad un’altra palestra di Taekwon-Do o qualsiasi arte marziale, devono rispettare ed osservare le regole di cortesia e modestia durante tutto il tempo. “L’uomo deve cercare di vivere nella residenza più grande del mondo, situarsi nel luogo più giusto e camminare nella strada più larga. La residenza più confortevole e sicura per l’uomo è la propria mente virtuosa, sempre deve stare dal lato della giustizia e vivere onestamente.”

“L’uomo deve cercare di vivere nella residenza più grande del mondo, situarsi nel luogo più giusto e camminare nella strada più larga. La residenza più confortevole e sicura per l’uomo è la propria mente virtuosa, sempre deve stare dal lato della giustizia e vivere onestamente.”