Le forme nel Taekwon-Do I.T.F.

Lo studio sul Taekwon-Do condotto dal Gen. Choi esamina due aspetti: la disciplina spirituale e la perfezione Tecnica. Lo spirito umano appartiene al regno della metafisica perciò quest’aspetto della disciplina spirituale non è facile da descrivere: non si può toccare, vedere o capire lo spirito dell’uomo. E’ molto più profondo e ampio di tutto ciò che è percepibile. A questo riguardo il Gen. Choi dice: ” Io stesso sono soltanto uno studente che partecipa ad un processo continuo e non finisco mai di studiare” e definisce le dimensioni spirituali del Taekwon-Do come il fatto di fondersi con gli ideali del Taekwon-Do stesso e arrivare a capire il senso completo delle sue forme. Se ci consideriamo una sola cosa con il Taekwondo, lo rispetteremo così come rispettiamo il nostro Corpo e non useremo mai il Taekwon-Do in modo disonorevole. I nomi delle forme provengono dai personaggi più famosi protagonisti di quasi cinquemila anni di storia coreana. La comprensione corretta delle forme porta ad apprezzare il Taekwon-Do come un’arte marziale che si utilizza soltanto per l’autodifesa e a causa della giustizia. La storia coreana non ha nemmeno un esempio nel quale le forze militari siano state impiegate per invadere i suoi vicini o per un proposito che non sia di difesa nazionale. Questo per sottolineare il fatto che il Taekwon-Do è un’arte marziale di difesa personale: se facciamo caso alle forme, tutte iniziano con un movimento difensivo. A livello spirituale il Taekwon-Do è il risultato dei principi tradizionali, etici e morali delle culture orientali, come il confucianesimo e il taoismo, alle quali l’autore fa spesso riferimento, oltre naturalmente alla sua filosofia personale. Le tecniche fisiche del Taekwon-Do si basano sui principi della scienza moderna in modo particolare nella fisica di Newton che ci insegna il modo di generare la massima potenza. Il Gen. Choi ha creato un’ampia varietà di tecniche che possono essere utilizzate in qualsiasi situazione e che si basano sui seguenti principi:

  • Ogni movimento ha come obbiettivo il produrre la massima potenza in accordo alle formule scientifiche e al principio d’energia cinetica;
  • I principi che stanno dietro le tecniche devono essere così chiari in modo che anche chi non conosce il Taekwon-Do sia capace di distinguere un movimento corretto da un altro sbagliato;
  • La distanza e l’angolo di ogni movimento devono essere definiti esattamente in modo da realizzare un attacco o una difesa più efficace;
  • Il proposito e il metodo di ogni movimento devono essere semplici e chiari, per facilitare il suo insegnamento ed il processo di apprendimento;
  • I metodi d’insegnamento razionale devono essere sviluppati in modo che tutti, giovani e anziani, donne e uomini possano godere dei benefici del Taekwon-Do;
  • I metodi corretti di respirazione devono essere insegnati aumentando la velocità di ogni movimento e riducendo la fatica;
  • Deve essere possibile attaccare qualsiasi punto vitale del corpo e deve essere possibile difendersi contro tutte le varietà di attacco;
  • Si deve definire ogni strumento d’attacco chiaramente e in funzione della struttura del corpo umano;
  • Ogni movimento deve essere facile da eseguire permettendo agli studenti di sfruttare il Taekwon-Do anche come uno sport e una ricreazione;
  • Bisogna considerare specialmente la promozione della salute e la prevenzione delle lesioni;
  • Ogni movimento deve essere armonioso e ritmico in modo che il Taekwon-Do sia esteticamente bello;
  • Ogni movimento di una forma deve esprimere la personalità e il carattere spirituale del personaggio dal quale prende il nome.

L’adesione a questi principi basilari fa del Taekwon-Do un’arte marziale, un’arte estetica, una scienza e uno sport. Personalmente penso che sia l’aspetto estetico e l’adesione ai principi della fisica che fanno in modo che le forme del Taekwondo siano belle da osservare come “un ballo di danza classica”, perché è proprio nella bellezza dei movimenti che si differenzia il Taekwon-Do dalle altre arti marziali. Nell’opera del Gen. Choi ci vengono svelati i segreti dell’allenamento del Taekwon-Do che ogni studente deve immagazzinare chiaramente nella sua mente:

  1. Studiare a fondo la teoria della potenza;
  2. Comprendere l’obiettivo e il metodo di ogni allenamento in modo chiaro;
  3. Realizzare il movimento degli occhi, delle mani, dei piedi e la respirazione in una azione coordinata unica;
  4. Scegliere gli strumenti di attacco in modo appropriato per ogni punto vitale;
  5. Familiarizzarsi con l’angolo e la distanza corretta di ogni attacco o difesa;
  6. Mantenere le braccia e le gambe leggermente flesse durante l’esecuzione del movimento;
  7. Ogni movimento deve cominciare con una azione all’indietro, con poche eccezioni. Tuttavia una volta che il movimento è iniziato non bisogna
  8. Fermarsi prima di aver raggiunto il bersaglio;
  9. Creare un movimento ondulante utilizzando correttamente le ginocchia;
  10. Espirazione corta e forte nel momento di ogni colpo eccetto nel caso di movimento di connessione.

TEORIA DELLA POTENZA

Lo studente principiante potrebbe chiedersi: da dove proviene la forza per creare i risultati devastanti attribuiti al Taekwon-Do? Questa forza deriva dall’utilizzo del potenziale completo di una persona per l’applicazione matematica delle tecniche del Taekwon-Do. Una persona normale utilizza solamente il 10 o 20% del suo potenziale, senza tenere conto della sua altezza, dell’età o del sesso può condizionarsi ad utilizzare il 100% del suo potenziale, in questo modo potrà eseguire tecniche distruttive. L’allenamento rigoroso, senza dubbio, condurrà al risultato di una eccellente salute fisica ma non proporzionerà obbligatoriamente l’acquisizione di una straordinaria resistenza o di una forza sovrumana. Più importante l’allenamento del Taekwondo permetterà di raggiungere un alto grado di forza di reazione, di concentrazione, di equilibrio, di controllo respiratorio e di velocità.


FORZA DI REAZIONE (BANDONG RYOK)

Seguendo la legge di Newton, ogni forza genera una forza uguale e opposta. Quando un’auto investe una parete con una forza di 1000 Kg. la parete risponde con una forza pari a 1000 Kg. Mettere da un lato di una bilancia il peso di una tonnellata produrrà una forza ascendente di peso uguale. Se il tuo avversario si muove violentemente verso di te ad alta velocità, con un piccolo colpo nella sua testa, la forza con la quale colpisci la sua testa, sarà quella del suo attacco più quella del tuo colpo. Queste due forze combinate daranno un risultato impressionante. Questa è la forza di reazione dell’opponente. Un’altra forza di reazione è la propria. Un pugno dato con il braccio destro viene aiutato tirando il braccio sinistro verso il fianco. Così si produrrà la massima potenza.


CONCENTRAZIONE (JIP JOONG)

Quando si applica una forza di impatto su una piccola superficie si ha come risultato la concentrazione della forza e come conseguenza si incrementa il suo effetto. Per esempio, la forza dell’acqua gettata da una canna è tanto più grande quando la bocca di uscita è più piccola. Contrariamente il peso di un uomo diviso sulle racchette da neve lascia poche impronte. I colpi del Taekwon-Do si concentrano di solito sul filo del palmo aperto o sulle nocche delle dita. E’ molto importante non sprigionare tutta la forza all’inizio, ma gradualmente e particolarmente nel punto di contatto con il corpo del tuo avversario, la forza deve essere così concentrata come per produrre un colpo da knock out. Questo per dire, che quanto più corto è il tempo di concentrazione più grande sarà la potenza di impatto. Bisogna avere una concentrazione suprema per muovere ogni muscolo verso il bersaglio più piccolo in una azione simultanea. In conclusione, si ottiene la concentrazione in due modi diversi. Uno consiste nel concentrare ogni muscolo del corpo, specialmente quelli maggiori che si trovano intorno ai fianchi e sull’addome (teoricamente più lenti di quelli più piccoli delle altre parti del corpo) e lo strumento adeguato per utilizzarlo nel momento opportuno. Un secondo metodo consiste nel concentrare quei muscoli sul punto vitale dell’opponente. Per questa ragione i fianchi e l’addome si muovono leggermente prima che le mani e i piedi in qualsiasi azione di attacco o di difesa. Inoltre bisogna ricordare che questo movimento può essere fatto in due modi: lateralmente e verticalmente.


EQUILIBRIO (KYUN LIYNG)

L’equilibrio e di grande importanza in tutti gli sport atletici. Nel Taekwon-Do merita una considerazione speciale. Mantenere sempre il corpo in equilibrio, correttamente bilanciato, in modo che i colpi possano essere efficaci e mortali. Ugualmente la mancanza di equilibrio può provocare una facile caduta. La posizione deve essere sempre stabile e flessibile, sia nei movimenti di difesa che di attacco. L’equilibrio si classifica in stabilita dinamica e stabilità statica. E sono intimamente relazionati al punto che la massima forza può essere prodotta soltanto quando la stabilità statica si mantiene attraverso la stabilità dinamica. Per conservare l’equilibrio giusto il centro di gravità della posizione deve cadere in una linea che passa tra le due gambe quando il peso del corpo si trova distribuito equamente sulle due gambe o sul centro del piede quando è necessario concentrare la massa del corpo in un solo piede. Il centro di gravità si può aggiustare a seconda del peso del corpo. La flessibilità e la mobilità delle articolazioni delle ginocchia sono molto importanti per mantenere il bilanciamento in un attacco rapido e per recuperarlo immediatamente. Inoltre, il tallone del piede posteriore non deve mai staccarsi da terra nel momento dell’impatto. Non solo è necessario per mantenere l’equilibrio ma anche per produrre la massima potenza nel punto di impatto.


CONTROLLO DELLA RESPIRAZIONE (HOHUP JOIUL)

Una respirazione controllata incide non solo sulla resistenza e la velocità, ma può anche controllare il corpo quando si riceve un colpo, ed aumentare la potenza di un colpo diretto verso l’avversario. Con la respirazione controllata (che consta nel fermare la respirazione nel momento della espirazione e nel momento in cui un colpo è lanciato in un determinato punto di pressione del corpo), risultato a cui si giunge solo dopo un costante allenamento, si può evitare la perdita dei sensi e il soffocamento. Una forte espirazione nel momento dell’impatto e l’interruzione del respiro durante l’esecuzione di un movimento, tendono a concentrare una grande tensione nell’addome per imprimere più potenza nel momento in cui si lancia un colpo; mentre una inspirazione lenta aiuta a preparare il prossimo movimento. Un’importante regola da ricordare: mai inspirare durante l’esecuzione di una parata o di un colpo lanciato verso l’avversario. Questo non solo impedisce di realizzare il movimento corretto ma anche di perdere potenza. Una sola respirazione è necessaria per ogni singolo movimento eccetto quando il movimento è di connessione.


LA MASSA (ZILYANG)

Matematicamente parlando, il massimo dell’energia cinetica o della forza si ottiene moltiplicando il peso del corpo per la velocità massima. Per questo motivo è molto importante aumentare il peso del corpo quando si esegue un colpo. Non c’è dubbio che per utilizzare il massimo peso del corpo bisogna ruotare i fianchi. I muscoli principali dell’addome si contraggono per dare un impulso alla massa del corpo. I fianchi si devono muovere nella stessa direzione dell’attacco o della parata. Un altro metodo per aumentare il peso del corpo consiste nell’utilizzare la flessione delle ginocchia. Ciò si ottiene alzando leggermente i fianchi nel momento in cui si esegue il movimento e abbassandoli nel momento di impatto, di modo che il peso del corpo cada sull’esecuzione del movimento. I principi fisici sulla forza appena menzionati furono validi nei secoli passati e ancora oggi lo sono. Solo quando il praticante approfondirà questa arte nella sua teoria e nella pratica troverà che le basi scientifiche dei movimenti e la forza reale generata da una persona di piccole dimensioni risulteranno impressionanti.


VELOCITA’ (SOKDO)

La velocità è l’elemento più importante della forza o della potenza. Scientificamente la forza è uguale alla massa per l’accelerazione F=MxA o P=MxV. Se passiamo lateralmente la mano attraverso la fiamma di una candela, non produciamo nessun effetto. Contrariamente la candela si spegne con un attacco di pugno controllato o un calcio che si fermi a pochi centimetri dalla fiamma. Secondo la teoria dell’energia cinetica qualsiasi oggetto aumenta di peso di velocità durante un movimento discendente: questo stesso principio si applica nel Taekwon-Do, per questo motivo nel momento dell’impatto la posizione della mano si trova normalmente più bassa rispetto alla spalla e la posizione del piede più bassa rispetto a quella dei fianchi mentre il corpo sta in volo. La forza di reazione, il controllo del respiro, l’equilibrio, la concentrazione e il rilassamento dei muscoli non devono essere ignorati. Questi fattori contribuiscono alla velocità e, nel momento in cui agiscono contemporaneamente con movimenti elastici e ritmici, devono essere correttamente coordinati per produrre la massima potenza nel Taekwon-Do.


VELOCITA’ E RIFLESSI (SOKDO WA BANUNG)

Tutte le tecniche del Taekwon-Do non possono essere parate se uno aspetta che l’attaccante incominci ad eseguire, perché il tempo di esecuzione è più corto del tempo della reazione riflessa, perciò dobbiamo capire dapprima la tecnica che l’avversario adotterà. Per tale motivo è necessario guardare negli occhi l’avversario in ogni momento e non le sue gambe o le sue braccia. Sarebbe vantaggioso introdurre una formula che permetta allo studente di capire meglio l’importanza della velocità d’esecuzione delle tecniche del Taekwon-Do. La formula che possiamo utilizzare per calcolare la potenza di una tecnica è la seguente: P=1/2MxV dove P=potenza 1/2=costante M=massa V=velocità. Questa equazione ci dimostra chiaramente il motivo per il quale la velocità sia il fattore più importante per sviluppare la potenza. Per esempio, se la massa aumenta di 3 (con una velocità costante) anche la potenza aumenterà di 3. Ma se la velocità aumenta di 3 (con una massa costante) la potenza aumenterà di 9. Pertanto con questa formula possiamo calcolare la potenza di ogni tecnica: Potenza=(1/2) x Massa x Velocità x Velocità e la velocità si può esprimere così: V=(distanza dell’ultimo intervallo) x (1/tempo di esecuzione dell’ultimo intervallo). Le forme pongono lo studente davanti ad una ipotetica situazione dove può contare solo su se stesso per difendersi, contrattaccare e attaccare contro diversi opponenti. Attraverso la pratica continua delle forme, l’attacco e la difese si trasformano in movimenti di riflesso condizionato. Potenza e velocità devono essere sviluppati al massimo affinché un solo colpo sia necessario per fermare un avversario. Ogni forma è diversa dalle altre, con il proposito di poter sviluppare una reazione contro situazioni diverse.

Testo di Master Orlando Saccomanno VII Dan I.T.F.